Visita in campo per il progetto SUBRIS

Pubblicato da: stage     17/08/2018




Lo scorso 5 luglio presso la Cascina Confallonera a Ferrera Erbognone (PV) si è tenuta la visita guidata in campo del progetto SUBRIS dedicata alla subirrigazione del riso.


Il Progetto, cofinanziato con il contributo della Regione Lombardia (Fondo Europeo Agricolo per lo sviluppo rurale - Operazione 16.2.01 del PSR 2014-2020), giunto al terzo anno di sperimentazione, si propone l’obiettivo di valutare la fattibilità e la sostenibilità della coltivazione del riso con la tecnica della subirrigazione.


All’incontro hanno partecipato agricoltori e tecnici interessati, ai quali il prof. Ferrero ha illustrato le caratteristiche peculiari del progetto e della tecnica irrigua, innovativa rispetto alla tradizionale sommersione della risaia.


La sperimentazione prevede nell’ambito dello stesso appezzamento il confronto tra la semina a file interrate e la semina con pacciamatura con film plastico biodegradabile, la varietà utilizzata è stata il Meridio della Melzi d’Eril che ha fornito il seme. La semina è stata effettuata in due epoche differenti, 15 maggio per la semina interrata e 11 giugno per la semina con pacciamatura.


A confronto le piante delle due tipologie di semina, a sinistra pianta prelevata dal campo pacciamato e a destra dal campo con semina convenzionale.


Come ha spiegato il Prof. Ferrero scopo del progetto è quello di valutare la sostenibilità tecnica, economica e ambientale della subirrigazione pertanto i 3 campi sperimentali (Ceretto Lomellina, Ferrera Erbognone, Trino) sono stati messi a confronto con altrettanti campi condotti con tecnica convenzionale.


L’impianto di irrigazione è composto da una rete di tubature interrate poste ad una profondità di 25 cm, alimentato da un gruppo moto pompa che preleva l’acqua dal canale posto ai margini dell’appezzamento, il volume idrico stimato per la stagione irrigua è di circa 5000 mc decisamente inferiore al fabbisogno medio riscontrabile con la tecnica della sommersione (20 – 40.000 mc).


Durante il corso della coltivazione sono stati prelevati campioni di terreno con cadenza periodica, sia nei campi prova che in quelli testimone in sommersione (dove sono stati prelevati anche campioni di acqua) questo al fine di confrontare e valutare le dinamiche di percolazione dei diserbanti impiegati, così come saranno valutate e confrontate le emissioni di gas ad effetto serra.


All’interno degli appezzamenti sono state individuate delle aree, dove non sono stati effettuati interventi diserbanti, al fine di valutare l’evoluzione della composizione floristica delle specie infestanti.


Per quanto concerne la semina con pacciamatura, la tecnica risulta penalizzata dalle attrezzature disponibili che ad oggi presentano inefficienze, che qualora superate renderebbero la tecnica di indubbio interesse, la problematica principale è dovuta dalla eccessiva presenza di tare improduttive tra i teli che oltre a ridurre la superficie effettivamente produttiva, sono di difficile gestione dal punto di vista del contenimento delle infestanti. La produzione ottenuta nel corso degli anni precedenti si è attestata in circa 45 qli/ha decisamente inferiore alle rese medie delle aziende ospitanti, anche se va considerata l’assenza di impiego di prodotti antiparassitari, simulando la coltivazione biologica.


Di seguito la situazione dei campi prova alla data del 20 luglio : 


Campo prova di Ceretto Lomellina (semina 21 maggio) Campo prova di Ferrera Erbognone (semina 11 giugno)


È in programma per il prossimo 6 settembre un secondo incontro in campo presso la Tenuta Confallonera, in occasione verranno illustrati da parte dei partner i primi riscontri ottenuti dalla sperimentazione. La semina ritardata nel campo di Ferrera, preceduta da un erpicatura, ha consentito di contenere l'infestazione nell'interfila.